TDVmeme: un approccio di design per la prevenzione della Teen Dating Violence

A cura di Monica Murano

Febbraio 14, 2026

TDVMeme - Logon odv

Quando noi di Logon parliamo di “memeducation” lo facciamo soprattutto a partire da alcune esperienze concrete. Alcune sono nate dalla mente (malata?) dei nostri soci, altre le abbiamo incontrate lungo la strada, negli anfratti della cultura memetica o di quella ben più bizzarra della didattica non formale (ma non si dice informale? eh, no, gente: l’approccio è informale, ma la didattica è “non formale”… Magari poi ne riparliamo).
I meme si sono insinuati silenziosi nella didattica della matematica, delle lingue e del diritto, nella formazione dei medici e sono stati usati anche come strumento di valutazione.
Con questa serie di articoli vogliamo raccontarvi alcune di queste esperienze con le parole dei protagonisti: cominciamo da Camilla Pisano, la Logonner più giovane della squadra!

Dai, parlaci un po’ di te e di come sei entrata in contatto col mondo dei meme?

Mi chiamo Camilla Pisano, ho 22 anni e mi sono laureata in Design all’Università di Sassari. Durante il mio percorso mi sono concentrata soprattutto sul digital design e su come la comunicazione visiva possa affrontare temi sociali in modo concreto.
La mia tesi è nata da una domanda importante per me: il design può fare qualcosa di reale nella prevenzione della violenza di genere?
All’inizio il mio lavoro di ricerca era più ampio: volevo occuparmi del legame tra gender gap e violenza di genere in Italia, analizzandone i dati e raccontandolo attraverso la visualizzazione. Approfondendo il tema, mi sono resa conto che dietro le disuguaglianze strutturali esistono dinamiche culturali e relazionali che iniziano molto prima dell’età adulta. Ho quindi scelto di focalizzarmi su qualcosa di più specifico e, allo stesso tempo, più vicino alla quotidianità dei giovanissimi: la Teen Dating Violence. La scelta di restringere il campo è stata fondamentale. Parlare di “violenza di genere” in modo generico rischia di risultare distante. Concentrarmi sulla fascia 14–19 anni mi ha permesso di progettare uno strumento realmente mirato.
Che cos’è la Teen Dating Violence?
La Teen Dating Violence (TDV) comprende comportamenti violenti, non solo fisici, ma anche psicologici, verbali e sessuali, che possono verificarsi tra ragazzi e ragazze che stanno insieme. Tra adolescenti, le forme più diffuse non sono quasi mai quelle fisiche. Sono quelle più sottili: il controllo costante, la pressione emotiva, la svalutazione, il controllo dei social, le richieste di password, la sextortion o il revenge porn. Frasi come “Se mi ami dimostralo” o “Perché non mi rispondi?” possono sembrare normali, a volte persino romantiche. Ed è proprio questo il punto: quando certi comportamenti vengono scambiati per attenzioni, diventano difficili da riconoscere, per questo la prevenzione è fondamentale.

Sì, ma che c’entra il design? Facci capire meglio.

Durante la ricerca mi sono chiesta quale fosse il modo migliore per parlare di un tema così delicato senza creare distanza o imbarazzo. La risposta è arrivata osservando un linguaggio che gli adolescenti usano ogni giorno: i meme. Uno strumento ambivalente, poiché da un lato serve per far ridere e dall’altro racconta qualcosa di reale, dandoti la possibilità di prendere distanza da una situazione e guardarla con più lucidità.
TDVmeme nasce così: come un workshop di design educativo basato su un toolkit di carte, con immagini di meme, e adesivi con frasi tipiche delle dinamiche relazionali adolescenziali. Gli studenti lavorano in gruppi e creano meme “negativi”, che rappresentano comportamenti tossici o di controllo, e meme “positivi”, che raccontano relazioni sane. Non è un gioco per sdrammatizzare, ma uno strumento per riconoscere dinamiche che spesso vengono normalizzate, dando la possibilità agli adolescenti di aprirsi, in un contesto libero e vicino.

Ma quindi a questo gioco si gioca davvero? Ci si diverte? Funziona?

Il workshop TDVmeme è stato testato a novembre del 2025 in un Liceo Scientifico di Cagliari, in una classe quinta.
L’attività si è articolata in più fasi, da un’introduzione al tema, alla creazione di meme, a riflessioni collettive e feedback finali.
E il feedback degli studenti è stato positivo: il formato è stato percepito come coinvolgente, diverso dal solito approccio scolastico, capace di far emergere esempi concreti e vicini alla loro esperienza.
Questi sono alcuni esempi dei risultati emersi dal questionario online che ragazzi e ragazze hanno compilato dopo l’attività:
“Il coinvolgimento da parte delle ragazze”
“Confrontarsi insieme e aver interagito col gioco”
“mi è piaciuta la collaborazione tra compagni e l’originalità dell’attività”
“Vedere come i miei compagni spiegavano i loro meme”
“l’esposizione accurata dell’argomento e il confronto con i compagni”
“L’utilizzo dei meme come strumento di comunicazione”
“la creazione dei meme e l’esposizione dei vari tipi di tossicità nelle relazioni”
“Aver scelto le frasi per ogni meme”

Che clima hai trovato in classe? Hai gestito da sola l’attività o c’erano anche dei docenti?

In classe ho trovato un clima attento e partecipe. Prima di iniziare il workshop avevo un po’ di timore che i ragazzi e le ragazze potessero sentirsi a disagio nell’aprirsi davanti alla docente, essendo per loro un’adulta di riferimento. In realtà, la sua presenza si è rivelata fondamentale per creare un ambiente sicuro e contenuto.
Il workshop l’ho condotto interamente io, ma la docente era presente in aula e mi ha aiutata soprattutto nella gestione della classe nei momenti in cui l’attenzione rischiava di calare. Questo mi ha fatto riflettere su quanto sia delicato l’equilibrio tra guida adulta e libertà espressiva: da un lato è importante lasciare spazio ai ragazzi per esprimersi liberamente, dall’altro la presenza di un docente può garantire un clima di rispetto e ascolto.
Nell’ultima parte dell’attività, quando la docente ha chiesto ai ragazzi cosa ne pensassero del workshop e cosa potesse rimanere loro dell’esperienza, si è aperto un momento di confronto molto autentico. Hanno condiviso non solo opinioni sull’attività e sul tema trattato, ma anche episodi personali collegabili alla TDV. Credo che questo sia stato possibile anche grazie alla relazione di fiducia già esistente tra la classe e la docente, trattandosi di una quinta liceo. In un contesto come questo, la maturità del gruppo e la qualità della relazione educativa hanno sicuramente favorito un’apertura più sincera e consapevole.

E ora che ti sei laureata che ne sarà di TDVmeme?

TDVmeme nasce come progetto di tesi, ma non vorrei che restasse solo questo. Mi piacerebbe portarlo in altre scuole, potenziare il toolkit, svilupparne una versione digitale e creare un kit pensato anche per i docenti, così da renderlo uno strumento sempre più accessibile e condiviso.
Per me non è solo un elaborato finale, ma un vero tentativo di usare il design come strumento di prevenzione. Perché educare alle relazioni sane significa lavorare prima che la violenza diventi evidente, imparando a riconoscere certe dinamiche quando sembrano ancora “piccole”. E se il design può fare qualcosa, forse è proprio questo: aiutarci a vedere meglio quello che abbiamo davanti ogni giorno.
Ed è proprio qui che entra in gioco Logon: il progetto di Camilla è così interessante che insieme vogliamo svilupparlo, portarlo in giro e farlo diventare grande. Seguiteci e sentirete ancora parlare di meme e di come usarli in maniera intelligente.

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